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E.C.V. Energia che verrà Scarica brochure


Nell'ambito di un più ampio progetto in corso di realizzazione per la riconversione industriale di un'area industriale e agricola (circa 120.000 mq) nel Comune di Madone (BG) dove è previsto, nell'accordo sottoscritto con il Comune stesso che, tra le varie attività artigianali/industriali, si realizzi anche la produzione di 10 MW elettrici da biomassa e un centro ricerche per lo sviluppo delle energie rinnovabili, è emersa l'idea/opportunità di attivare una società consortile denominata E.C.V. ("L'energia che verrà") che potrà, a nostro giudizio, inserirsi in modo integrato nel piano di riconversione, con ottimizzazione dei costi generali di produzione e funzionamento. E.C.V. si pone la "mission" di favorire la nascita d'imprese innovative nell'area delle energie rinnovabili (sia per la produzione che per il consumo) aggregando in un unico ambiente competenze diverse e/o complementari per realizzare soluzioni integrate all'insegna dell'innovazione e dell'efficienza.

Il perché di questa iniziativa

Nel nostro territorio di riferimento (Bergamo, Brescia, Milano, ecc.) esistono sicuramente competenze, know-how e talenti di notevole sapienza che possono essere orientati in specifico nel campo delle energie rinnovabili. Da questo deriva l'idea di dare avvio alla creazione di un distretto che guardi con nuovo interesse alle fonti di energia, alla produzione ed all'utilizzo della stessa con strumenti e prodotti tecnologicamente avanzati ed ancora meglio se di nuova progettazione e individuazione. Il tutto cercando di costruire una rete di aziende che in qualche modo ha "in pectore" questo obiettivo magari non ben espresso o ancora a livello di ipotesi.

La difficoltà dell'iniziativa è riuscire a muovere un progetto verso un prodotto e, quindi, un'impresa. Per fare questo è necessario un tutoraggio di competenze che non ha necessariamente a che fare con il prodotto, l'invenzione o l'iniziativa, ma con tutti quegli aspetti collaterali, ma cruciali, che stanno intorno a un'impresa per farla diventare tale: competenze di tipo gestionale e amministrativo, commerciale, di qualità, assurance e regulatory. Tutte competenze fondamentali per far sì che da un progetto-prototipo si possa evolvere con grande possibilità di successo verso un'impresa. È noto che ogni realtà imprenditoriale nasce da un'idea, ma non nasce già strutturata, ha bisogno di un ambiente adatto per creare l'humus su cui poi crescerà e si svilupperà il business.

La soluzione da un punto di vista metodologico sta nella realizzazione di un ambiente all'interno del quale inserire start-up o spin-off, in sostanza nuove imprese dove lo scambio di informazioni nei vari ambiti delle competenze, che servono per il successo dell'impresa, siano naturalmente agevolate. Quello che abbiamo iniziato a realizzare è una struttura immobiliare in cui insediare un "vivaio di imprese" di nuova costituzione insieme ad imprese senior che detengono le competenze, in un ambiente openspace, con blocchi dedicati a ogni singola impresa a cui è garantita la propria identità, ma che deve accettare un ambiente costantemente condiviso.
Questo nella presunzione che, un elemento determinante rispetto al successo di un'idea che diventa impresa, è la possibilità di rendere facilmente accessibili competenze e informazioni che non necessariamente sono il patrimonio di chi ha avuto l'idea o di chi ha proposto o realizzato la soluzione.

E.C.V. sarà dunque una specie di comunità, mossa dall'obiettivo di creare un pullulare di attività da cui far scaturire prodotti e opportunità vincenti.

Così in E.C.V. le neo-imprese trovano assistenza da parte di professionisti della materia o da imprese senior che hanno già affrontato problemi simili in precedenza. Se il bisogno è di tipo finanziario, in E.C.V. l'impresa trova chi si occupa a tempo pieno di business plan, finanza, acquisizioni e fusioni, grazie al quale apprenderà le modalità con cui si deve rapportare con le istituzioni finanziarie. Questo vale anche per la registrazione di un brevetto o per necessità di tipo amministrativo-informatico.

Le regole fondamentali dell'uso della struttura degli spazi di E.C.V.

Nell'area di Madone sono disponibili: - uffici di varie dimensioni in locazione con servizi di centralino, segreteria, sale riunioni, ecc;
- spazi di superfici industriali per esercizio pratico di attività di ricerca/sperimentazione oppure per piccole attività industriali artigianali in attesa di sviluppo e crescita, per poi occupare eventuali superfici più ampie ;
- laboratorio di analisi anche per uso part-time.

Non è secondaria poi, in funzione degli sviluppi maturati nel primo biennio di attività, l'idea di dotare la struttura di servizi sociali di primaria utilità (mensa, asilo nido, ecc.) fruibili sia dagli aderenti alla società consortile che dai lavoratori/lavoratrici delle zone limitrofe all'insediamento e di attivare, con lo sfruttamento del calore, coltivazioni di nicchia in serre.

Quello che l'iniziativa intende dimostrare – ed è la vera sfida del progetto – è che dandosi un metodo, la probabilità di successo delle imprese fondate e insediate in E.C.V. possono migliorare ed aumentare notevolmente.
Tutto sommato ad oggi non esiste un metodo, esiste il caso.
L'idea di E.C.V. è di cercare di controllare il caso con una "rivoluzione metodologica".

Si ad obiettivi sostenibili, no all'ingordigia

Nell'area di Madone sono disponibili: - uffici di varie dimensioni in locazione con servizi di centralino, segreteria, sale riunioni, ecc;
- spazi di superfici industriali per esercizio pratico di attività di ricerca/sperimentazione oppure per piccole attività industriali artigianali in attesa di sviluppo e crescita, per poi occupare eventuali superfici più ampie ;
- laboratorio di analisi anche per uso part-time.

Non è secondaria poi, in funzione degli sviluppi maturati nel primo biennio di attività, l'idea di dotare la struttura di servizi sociali di primaria utilità (mensa, asilo nido, ecc.) fruibili sia dagli aderenti alla società consortile che dai lavoratori/lavoratrici delle zone limitrofe all'insediamento e di attivare, con lo sfruttamento del calore, coltivazioni di nicchia in serre.

Quello che l'iniziativa intende dimostrare – ed è la vera sfida del progetto – è che dandosi un metodo, la probabilità di successo delle imprese fondate e insediate in E.C.V. possono migliorare ed aumentare notevolmente.
Tutto sommato ad oggi non esiste un metodo, esiste il caso.
L'idea di E.C.V. è di cercare di controllare il caso con una "rivoluzione metodologica".

Il profilo del candidato ideale

Studiata la soluzione, sviluppato il prototipo e provata la funzionalità, è il momento di sfruttare economicamente l'idea e di entrare in E.C.V. per produrre controlli positivi che siano stabili nel tempo: poche risorse umane, un paio di scrivanie, eventualmente un laboratorio a disposizione, le attrezzature che servono e si inizia a lavorare al progetto con costi flessibili, un investimento ridotto all'osso con la propria identità giuridica e con prospettive di alto profilo.

Prima la cultura, poi la responsabilità

E.C.V., come detto, aspira a diventare un polo dove insediare e avviare imprese per sviluppare progetti innovativi manifatturieri inerenti le energie rinnovabili.
È la capacità di realizzare progetti in cui integrare competenze diverse la sfida più impegnativa ma anche la più redditizia e in grado di generare lavoro stabile. Questa è la direzione in cui si deve procedere con passo spedito. Responsabilità, fiducia, libera circolazione delle informazioni sono i pilastri su cui costruire un ambiente creativo nel settore di riferimento indicato e questo, in una parola significa: trasparenza. E.C.V. non si limita ad essere una realtà limitata geograficamente a due o tre province, ma aspira a diventare un polo di aggregazione per tutta l'Italia per competere all'estero.

Concludendo facciamo nostro un pensiero dell'ing. Triva, proprietario della COPAN (industria bresciana all'avanguardia nel settore biomedicale) che ha già in avanzata attuazione una iniziativa analoga nel suo settore di competenza e che ha fornito un significativo spunto per la nostra futura attività. L'ing. Triva afferma infatti che "il problema non è trovare le idee giuste, ma avere il coraggio di implementarle con disciplina e verificare la coerenza tra il pensiero e la propria azione in modo intellettualmente onesto".


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